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Luoghi di ritrovamento



Luoghi di ritrovamento


Questa sezione raccoglie e descrive i giacimenti fossiliferi che nel corso dei miei viaggi ho incontrato. Sono raccolte informazioni sulla geologia e la paleontologia dei giacimenti e le specie fossili osservabili. Le informazioni riportate in questa sezione hanno esclusivamente finalità scientifiche e divulgative e non intendono in alcun modo incoraggiare l’accesso a luoghi vietati, quali cave o proprietà private, né tantomeno la raccolta, la detenzione o la manipolazione di fossili o di altri beni, attività che in Italia sono vietate dalla normativa vigente.


Questa sezione raccoglie e descrive i giacimenti fossiliferi che nel corso dei miei viaggi ho incontrato. Sono raccolte informazioni sulla geologia e la paleontologia dei giacimenti e le specie fossili osservabili. Le informazioni riportate in questa sezione hanno esclusivamente finalità scientifiche e divulgative e non intendono in alcun modo incoraggiare l’accesso a luoghi vietati, quali cave o proprietà private, né tantomeno la raccolta, la detenzione o la manipolazione di fossili o di altri beni, attività che in Italia sono vietate dalla normativa vigente.

Sabbie gialle plioceniche di Loc. Gallinaro, sulla sponda sinistra del medio corso del fiume Marta.Sabbie gialle plioceniche di Loc. Gallinaro, sulla sponda sinistra del medio corso del fiume Marta.

La parte più bella di questa disciplina è sicuramente l'esperienza sul campo e il contatto con la natura che ne deriva. Per un appassionato non c'è niente di meglio che trovare reperti fossili in natura, osservarli e capirne le mille sfaccettature e il significato scientifico: le tipiche domande che un fossile in natura suscita ad una mente curiosa sono "come è morto questo animale?" oppure "in che ambiente viveva? Quindi che ambiente è stato questo luogo nel corso della storia?" e molte altre, tutte domande che possono trovare risposta nell'analisi del giacimento fossilifero.

In questa sezione potete visitare virtualmente i giacimenti fossiliferi che ho recensito e usare le informazioni riportate per trovarli e osservare con i vostri occhi i fossili presenti, quando possibile. La sidebar in alto a sinistra contiene la lista dei giacimenti ordinati per regione, ed è consultabile ovunque in questa sezione.

Ogni luogo di ritrovamento è descritto in modo il più possibile dettagliato, con informazioni sull’accesso (quando consentito), sull’equipaggiamento necessario, sulle specie fossili rinvenibili, sulle litologie presenti e sul loro significato geologico e paleoambientale. Particolare attenzione è dedicata agli indizi osservabili sul posto, come la posizione dei fossili, eventuali strutture sedimentarie e la tipologia e abbondanza dei reperti. Tutti questi elementi vengono analizzati con approccio scientifico e corredati da fotografie ad alta risoluzione, riferimenti bibliografici e fonti online. Alcune schede descrivono siti puntuali, come giacimenti o cave, mentre altre riguardano aree più estese, ad esempio zone coltivate, alvei di torrenti o aree boscate, nelle quali determinate tipologie di fossili risultano diffusamente presenti.

Tratto del fiume Panaro presso Vignola dove affiorano le Argille Azzurre plioceniche: questo luogo è ricchissimo di fossili di molluschi dal carattere tropicale ben conservati.Tratto del fiume Panaro presso Vignola dove affiorano le Argille Azzurre plioceniche: questo luogo è ricchissimo di fossili di molluschi dal carattere tropicale ben conservati.

Al momento sono descritti diversi luoghi di ritrovamento nella Tuscia viterbese circoscritti ai comuni dTarquiniaMonteromano, Civitavecchia e Tuscania; ancora vi sono decine e decine di giacimenti in zona da scoprire e valorizzare, alcuni dei quali necessiterebbero di interventi di recupero dato che sono situati in terreni dove i mezzi agricoli o industriali distruggono il suolo più volte all'anno oppure dove l'erosione avanza distruggendo i fossili.

In Italia, invece, ho esplorato la media valle dell'Arno, una delle zone più ricche di fossili della Toscana e di tutta Italia, alcune porzioni del preappennino emiliano (province di Modena Piacenza) e alcune parti della Sardegna occidentale; in questi luoghi affiorano rocce del Terziario. Ho avuto il piacere di incontrare rocce del Mesozoico sulle Prealpi, in provincia di Bergamo, e nella Penisola Sorrentina,  fino alle rocce del Carbonifero nei pressi di Pisa.

Con il progredire delle mie esplorazioni, continuerò ad aggiungere nuovi luoghi di ritrovamento, recensendoli nel modo più scientifico e completo possibile. L'Italia, vero paradiso paleontologico, merita di essere conosciuta, apprezzata e valorizzata da tutti.

Sabbie gialle plioceniche di Loc. Gallinaro, sulla sponda sinistra del medio corso del fiume Marta. Sabbie gialle plioceniche di Loc. Gallinaro, sulla sponda sinistra del medio corso del fiume Marta.

La parte più bella di questa disciplina è sicuramente l'esperienza sul campo e il contatto con la natura che ne deriva. Per un appassionato non c'è niente di meglio che trovare reperti fossili in natura, osservarli e capirne le mille sfaccettature e il significato scientifico: le tipiche domande che un fossile in natura suscita ad una mente curiosa sono "come è morto questo animale?" oppure "in che ambiente viveva? Quindi che ambiente è stato questo luogo nel corso della storia?" e molte altre, tutte domande che possono trovare risposta nell'analisi del giacimento fossilifero.

In questa sezione potete visitare virtualmente i giacimenti fossiliferi che ho recensito e usare le informazioni riportate per trovarli e osservare con i vostri occhi i fossili presenti, quando possibile. La sidebar in alto a sinistra contiene la lista dei giacimenti ordinati per regione, ed è consultabile ovunque in questa sezione.

Ogni luogo di ritrovamento è descritto in modo il più possibile dettagliato, con informazioni sull’accesso (quando consentito), sull’equipaggiamento necessario, sulle specie fossili rinvenibili, sulle litologie presenti e sul loro significato geologico e paleoambientale. Particolare attenzione è dedicata agli indizi osservabili sul posto, come la posizione dei fossili, eventuali strutture sedimentarie e la tipologia e abbondanza dei reperti. Tutti questi elementi vengono analizzati con approccio scientifico e corredati da fotografie ad alta risoluzione, riferimenti bibliografici e fonti online. Alcune schede descrivono siti puntuali, come giacimenti o cave, mentre altre riguardano aree più estese, ad esempio zone coltivate, alvei di torrenti o aree boscate, nelle quali determinate tipologie di fossili risultano diffusamente presenti.

Tratto del fiume Panaro presso Vignola dove affiorano le Argille Azzurre plioceniche: questo luogo è ricchissimo di fossili di molluschi dal carattere tropicale ben conservati. Tratto del fiume Panaro presso Vignola dove affiorano le Argille Azzurre plioceniche: questo luogo è ricchissimo di fossili di molluschi dal carattere tropicale ben conservati.

Al momento sono descritti diversi luoghi di ritrovamento nella Tuscia viterbese circoscritti ai comuni di Tarquinia, Monteromano, Civitavecchia e Tuscania; ancora vi sono decine e decine di giacimenti in zona da scoprire e valorizzare, alcuni dei quali necessiterebbero di interventi di recupero dato che sono situati in terreni dove i mezzi agricoli o industriali distruggono il suolo più volte all'anno oppure dove l'erosione avanza distruggendo i fossili.

In Italia, invece, ho esplorato la media valle dell'Arno, una delle zone più ricche di fossili della Toscana e di tutta Italia, alcune porzioni del preappennino emiliano (province di Modena e Piacenza) e alcune parti della Sardegna occidentale; in questi luoghi affiorano rocce del Terziario. Ho avuto il piacere di incontrare rocce del Mesozoico sulle Prealpi, in provincia di Bergamo, e nella Penisola Sorrentina,  fino alle rocce del Carbonifero nei pressi di Pisa.

Con il progredire delle mie esplorazioni, continuerò ad aggiungere nuovi luoghi di ritrovamento, recensendoli nel modo più scientifico e completo possibile. L'Italia, vero paradiso paleontologico, merita di essere conosciuta, apprezzata e valorizzata da tutti.


Veduta della scogliera lato nord della Penisola Sorrentina: si nota la stratificazione immergente verso il mare dei tipici calcari triassici. Veduta della scogliera lato nord della Penisola Sorrentina: si nota la stratificazione immergente verso il mare dei tipici calcari triassici.












Veduta della scogliera lato nord della Penisola Sorrentina: si nota la stratificazione immergente verso il mare dei tipici calcari triassici.
Affioramento di calcareniti plioceniche presso le mura di Tarquinia: si nota come le mura siano letteralmente costruite sopra queste rocce dure e compatte che formano un alto strutturale.Affioramento di calcareniti plioceniche presso le mura di Tarquinia: si nota come le mura siano letteralmente costruite sopra queste rocce dure e compatte che formano un alto strutturale.

I comportamenti da tenere in un giacimento

Quando si visita uno di questi giacimenti è importantissimo comportarsi in funzione di tre aspetti principali: il rispetto dell'ambiente, il rispetto del prossimo e il rispetto della legge.

Il rispetto dell'ambiente è fondamentale soprattutto in questi anni molto difficili per il pianeta a causa dell'impatto dell'uomo: occorre non abbandonare immondizia, non distruggere ciò che si trova come piante o strutture naturali, non fare troppo rumore e in generale bisogna cercare di modificare il meno possibile il territorio con il nostro passaggio. Il rispetto della natura implica la sua conservazione nel tempo e garantisce l'accesso alla sua bellezza a tutte le creature che verranno dopo di noi, umani compresi.

Il rispetto del prossimo è strettamente correlato al rispetto della natura e della legge: ogni persona che volesse, oggi o domani, visitare un luogo, dovrebbe avere le stesse possibilità di chi è venuto prima di godere e giovare delle bellezze naturalistiche. Estrarre fossili producendo buche o fratture, estirpare piante, disturbare determinati equilibri e altri comportamenti deleteri impoveriscono la natura e degradano il suo contenuto informativo e biologico. La "mentalità del collezionista", che arraffa e si accaparra tutti i pezzi disponibili, deve ormai essere abbandonata in favore di una "mentalità dello scienziato", che è più interessato allo studio e all'osservazione, e quindi alla conservazione, piuttosto che all'accaparramento di pezzi per la sua collezione. Lasciamo ai paleontologi professionisti, capaci e autorizzati, l'onere di estrarre i fossili per poterli valorizzare e posizionare in una collezione museale disponibile a tutti: questi professionisti hanno tutte le conoscenze adatte a non rovinare i reperti e ad estrarre più informazioni possibili sulla storia che racchiudono.

La raccolta dei fossili da parte di "non professionisti" come appassionati o semplici curiosi porterebbe alla decontestualizzazione dei fossili stessi, con conseguente perdita delle informazioni scientifiche che il campione ancora conserva dopo milioni di anni. Ogni fossile, nella posizione in cui appare in natura, contiene infatti innumerevoli informazioni riguardo l'ambiente in cui ha vissuto ed è morto: la posizione sullo strato (orizzontale, subverticale ecc.), la disposizione dei vari pezzi (ordinati ed isorientati oppure alla rinfusa), i rapporti numerici e dimensionali delle specie e moltissime altre informazioni possono essere perse se il fossile viene raccolto senza uno studio preliminare sullo strato in cui si trova. Un fossile isolato, estratto dal suo contesto e inserito in una collezione a fini puramente estetici, conserva un valore scientifico limitato alle sole informazioni intrinseche al reperto stesso.



Un ottimo esempio può essere quello di una "semplice" Ostrea del Pliocene italiano: il nostro Paese è pieno di questi molluschi, di dimensioni anche ragguardevoli, quindi il loro "valore" collezionistico è pressochè nullo. Tuttavia il rinvenimento di un'Ostrea in un terreno porta con sé innumerevoli informazioni: questi bivalvi sono caratteristici di un ambiente litorale-costiero, di profondità bassa, esposto alle correnti ed associati a condizioni di alta energia del mezzo, energia che può essere quantificata dall'analisi dello spessore e della conformazione del guscio. Inoltre le valve possono ospitare diversi tipi di incrostazioni animali o vegetali, le quali suggeriscono ad esempio il tempo passato dalla morte al seppellimento. Ancora, la posizione di questi animali nello strato ospitante ci dà ulteriori informazioni riguardo la tafonomia (lo studio di quel che succede dopo la morte) dell'organismo.

Infine occorre tener conto di un importante aspetto, quello legale: in Italia è vietato detenere, manipolare, raccogliere e fare compravendita di fossili provenienti dal nostro Paese. Questa non è la sede nella quale desidero parlare e ragionare di questo argomento, ma in parole povere il patrimonio paleontologico nazionale è tutelato alla pari di quello archeologico e mineralogico e qualsiasi forma di raccolta e detenzione costituisce un reato penale punibile anche con la reclusione. Per approfondire qui si possono leggere il decreto del 2004 e del 1999 che regolano la raccolta e la detenzione dei beni naturalistici in Italia.

Questa legislazione cade spesso nell'ipocrisia e nella contraddizione: quando aziende come cave e miniere hanno tutto il diritto di distruggere il territorio e i fossili che vi sono contenuti (tra l'altro per un tornaconto economico privato), soggetti privati e addirittura associazioni e organi scientifici non hanno il permesso di raccogliere fossili, o faticano ad ottenerlo, tutto questo in virtù di una "conservazione del patrimonio paleontologico italiano". Il dispiacere è enorme quando bambini e giovani che si avvicinano alla paleontologia scoprono, in età adulta, che la loro passione può implicare attività illecite e costituenti reato.

Al di là di queste brevi riflessioni puramente personali, invito i lettori a rispettare sempre e comunque la legge italiana e quindi a non raccogliere né estrarre o manipolare i fossili rinvenuti nel nostro territorio. La legge va rispettata sempre e comunque, anche se ritenuta in certi casi ingiusta o troppo severa.

Affioramento di radiolariti del Messiniano (Miocene superiore, 5,2 MA) presso Gabbro, LI: qui si possono trovare fantastici fossili di pesci, piante e insetti, ma se tutti scavassero indiscriminatamente questa parete ne rimarrebbe presto ben poco!!Affioramento di radiolariti del Messiniano (Miocene superiore, 5,2 MA) presso Gabbro, LI: qui si possono trovare fantastici fossili di pesci, piante e insetti, ma se tutti scavassero indiscriminatamente questa parete ne rimarrebbe presto ben poco!!

Affioramento di calcareniti plioceniche presso le mura di Tarquinia: si nota come le mura siano letteralmente costruite sopra queste rocce dure e compatte che formano un alto strutturale.Affioramento di calcareniti plioceniche presso le mura di Tarquinia: si nota come le mura siano letteralmente costruite sopra queste rocce dure e compatte che formano un alto strutturale.

I comportamenti da tenere in un giacimento

Quando si visita uno di questi giacimenti è importantissimo comportarsi in funzione di tre aspetti principali: il rispetto dell'ambiente, il rispetto del prossimo e il rispetto della legge. 

Il rispetto dell'ambiente è fondamentale soprattutto in questi anni molto difficili per il pianeta a causa dell'impatto dell'uomo: occorre non abbandonare immondizia, non distruggere ciò che si trova come piante o strutture naturali, non fare troppo rumore e in generale bisogna cercare di modificare il meno possibile il territorio con il nostro passaggio. Il rispetto della natura implica la sua conservazione nel tempo e garantisce l'accesso alla sua bellezza a tutte le creature che verranno dopo di noi, umani compresi.

Il rispetto del prossimo è strettamente correlato al rispetto della natura e della legge: ogni persona che volesse, oggi o domani, visitare un luogo, dovrebbe avere le stesse possibilità di chi è venuto prima di godere e giovare delle bellezze naturalistiche. Estrarre fossili producendo buche o fratture, estirpare piante, disturbare determinati equilibri e altri comportamenti deleteri impoveriscono la natura e degradano il suo contenuto informativo e biologico.

La "mentalità del collezionista", che arraffa e si accaparra tutti i pezzi disponibili, deve ormai essere abbandonata in favore di una "mentalità dello scienziato", che è più interessato allo studio e all'osservazione, e quindi alla conservazione, piuttosto che all'accaparramento di pezzi per la sua collezione. Lasciamo ai paleontologi professionisti, capaci e autorizzati, l'onere di estrarre i fossili per poterli valorizzare e  posizionare in una collezione museale disponibile a tutti: questi professionisti hanno tutte le conoscenze adatte a non rovinare i reperti e ad estrarre più informazioni possibili sulla storia che racchiudono.

La raccolta dei fossili da parte di "non professionisti" come appassionati o semplici curiosi porterebbe alla decontestualizzazione dei fossili stessi, con conseguente perdita delle informazioni scientifiche che il campione ancora conserva dopo milioni di anni. Ogni fossile, nella posizione in cui appare in natura, contiene infatti innumerevoli informazioni riguardo l'ambiente in cui ha vissuto ed è morto: la posizione sullo strato (orizzontale, subverticale ecc.), la disposizione dei vari pezzi (ordinati ed isorientati oppure alla rinfusa), i rapporti numerici e dimensionali delle specie e moltissime altre informazioni possono essere perse se il fossile viene raccolto senza uno studio preliminare sullo strato in cui si trova. Un fossile isolato, estratto dal suo contesto e inserito in una collezione a fini puramente estetici, conserva un valore scientifico limitato alle sole informazioni intrinseche al reperto stesso.

Un ottimo esempio può essere quello di una "semplice" Ostrea del Pliocene italiano: il nostro Paese è pieno di questi molluschi, di dimensioni anche ragguardevoli, quindi il loro "valore" collezionistico è pressochè nullo. Tuttavia il rinvenimento di un'Ostrea in un terreno porta con sé innumerevoli informazioni: questi bivalvi sono caratteristici di un ambiente litorale-costiero, di profondità bassa, esposto alle correnti ed associati a condizioni di alta energia del mezzo, energia che può essere quantificata dall'analisi dello spessore e della conformazione del guscio. Inoltre le valve possono ospitare diversi tipi di incrostazioni animali o vegetali, le quali suggeriscono ad esempio il tempo passato dalla morte al seppellimento. Ancora, la posizione di questi animali nello strato ospitante ci dà ulteriori informazioni riguardo la tafonomia (lo studio di quel che succede dopo la morte) dell'organismo.

Infine occorre tener conto di un importante aspetto, quello legale: in Italia è vietato detenere, manipolare, raccogliere e fare compravendita di fossili provenienti dal nostro Paese. Questa non è la sede nella quale desidero parlare e ragionare di questo argomento, ma in parole povere il patrimonio paleontologico nazionale è tutelato alla pari di quello archeologico e mineralogico e qualsiasi forma di raccolta e detenzione costituisce un reato penale punibile anche con la reclusione. Per approfondire quisi possono leggere il decreto del 2004 e del 1999 che regolano la raccolta e la detenzione dei beni naturalistici in Italia.

Questa legislazione cade spesso nell'ipocrisia e nella contraddizione: quando aziende come cave e miniere hanno tutto il diritto di distruggere il territorio e i fossili che vi sono contenuti (tra l'altro per un tornaconto economico privato), soggetti privati e addirittura associazioni e organi scientifici non hanno il permesso di raccogliere fossili, o faticano ad ottenerlo, tutto questo in virtù di una "conservazione del patrimonio paleontologico italiano". Il dispiacere è enorme quando bambini e giovani che si avvicinano alla paleontologia scoprono, in età adulta, che quella che è la loro passione è un'attività illecita e costituisce un reato.

Al di là di queste brevi riflessioni puramente personali, invito i lettori a rispettare sempre e comunque la legge italiana e quindi a non raccogliere né estrarre o manipolare i fossili rinvenuti nel nostro territorio. La legge va rispettata sempre e comunque, anche se ritenuta ingiusta o troppo severa.

Affioramento di radiolariti del Messiniano (Miocene superiore, 5,2 MA) presso Gabbro, LI: qui si possono trovare fantastici fossili di pesci, piante e insetti, ma se tutti scavassero indiscriminatamente questa parete ne rimarrebbe presto ben poco!!Affioramento di radiolariti del Messiniano (Miocene superiore, 5,2 MA) presso Gabbro, LI: qui si possono trovare fantastici fossili di pesci, piante e insetti, ma se tutti scavassero indiscriminatamente questa parete ne rimarrebbe presto ben poco!!

Luoghi di ritrovamento recensiti


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In Italia (Tuscia viterbese esclusa)

14 luoghi di ritrovamento descritti.

Nella Tuscia viterbese

11 luoghi di ritrovamento descritti.



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